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Tra cronaca e storia...

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1967 - 1976

Un territorio, una politica, un governo

La Comunità Collinare del Friuli, organismo consortile VOLONTARIO, ideato con lungimiranza dal suo primo presidente Titta Metus, è stata costituita il 16 aprile 1967, con atto notarile sottoscritto nel Castello di Colloredo di Monte Albano concesso, per l'occasione, dal conte Alessandro Riccardi di Netro per rendere più solenne la cerimonia della nascita dell'allora unica e originale realtà amministrativa sovracomunale della Regione Friuli Venezia Giulia (e seconda del genere, in Italia). È importante sottolineare come la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (a statuto speciale) fosse nata formalmente soltanto 4 anni prima: nel gennaio del 1963.

I primi 16 Comuni a dare la loro adesione furono: Buja, Cassacco, Colloredo di Monte Albano, Coseano, Dignano, Fagagna, Majano, Martignacco, Moruzzo, Osoppo, Povoletto, Ragogna, Rive d'Arcano, San Daniele del Friuli, San Vito di Fagagna e Treppo Grande (con una popolazione complessiva di circa 50mila abitanti).

Con l'approvazione del primo statuto, si prevedeva la gestione in forma associata di diversi compiti e servizi d'istituto che i singoli Comuni, o non avevano ancora istituito o non erano nelle condizioni economiche di gestire da soli; anticipando in tal modo di oltre 20 anni ciò che lo Stato italiano sancirà con una propria legge nel 1990. Un’ipotesi di lavoro concreta, pragmatica, riassumibile nell’incisivo motto: “Un territorio, una politica, un governo”.

La Regione concesse il riconoscimento giuridico con il Decreto n. 54 del 27 maggio 1970, istitutivo della “Comunità Collinare del Friuli” quale Consorzio volontario di 13 Comuni: Cassacco, Colloredo di Monte Albano, Dignano, Fagagna, Forgaria nel Friuli, Majano, Moruzzo, Osoppo, Ragogna, Rive d'Arcano, San Daniele del Friuli, San Vito di Fagagna e Treppo Grande. Buja e Coseano aderirono successivamente.

Il Consorzio si dotò di un più adeguato statuto con ampie previsioni di finalità e scopi, nonché servizi sociali da gestire in forma associata per provare a costruire un’unica e nuova identità territoriale. La rinnovata Assemblea, formata dai Sindaci e da due delegati per Comune, uno dei quali della minoranza, riunitasi nel Municipio di Colloredo, dove era stata fissata la sede legale, riconfermò alla presidenza Titta Metus e nominò due vicepresidenti: Ferruccio Munari, consigliere di Fagagna e Giovanni Melchior, Sindaco di Rive d'Arcano.

Dal 1970 al 1975 il Consorzio diede vita a diverse iniziative. Numerosi furono, in quel periodo, i convegni tematici organizzati per discutere e delineare il profilo dell’attività consortile. Inoltre, vennero istituiti la segreteria, gli uffici amministrativi e l'ufficio tecnico-urbanistico i quali, dotati di personale proprio, assistevano i Municipi privi di tecnico comunale, dando inizio alla progettazione di molti lavori pubblici: fognature, depuratori, cimiteri, ambulatori, ponti, strade e altre opere di competenza comunale. Lavorando sull’idea di mettere i cittadini al centro della programmazione organizzativa, furono affrontati i problemi della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la costruzione del grande centro sociale - casa di riposo di Fagagna, a servizio di tutto il territorio collinare e il trasporto dei ragazzi diversamente abili all’Istituto la Nostra Famiglia di San Vito al Tagliamento.

Dopo le elezioni amministrative del 1975 che portarono al rinnovo dell'Assemblea, la presidenza venne affidata a Giovanni Melchior il quale, assieme al Consiglio direttivo, pose le basi per assumere anche le funzioni del Consorzio Sanitario, di lì a qualche mese.

La sera del 6 maggio 1976, alle ore 21.06, il terremoto sconvolse l'intero Friuli, quello collinare compreso. Superato lo sconforto, per guardare in faccia la realtà e organizzare l’emergenza, l’Assemblea della Comunità, prontamente, si riunì a Majano pochi giorni dopo: il 10 maggio.

Tra l’altro, l'ufficio tecnico e amministrativo con tutto il personale, venne trasferito da Colloredo di Monte Albano a Palazzo Ronchi, messo gratuitamente a disposizione dal Comune di San Daniele.

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1977 - 1997

Dalle macerie alla ricostruzione e sviluppo del territorio

Il Consorzio si trovò in difficoltà a fronteggiare quell'immane disastro, ma cercò di svolgere al meglio la sua parte di coordinamento tra i vari livelli istituzionali: quello comunale e quelli regionali e statali.

Passata l'emergenza del dopo sisma, fu intensificata l'azione per adeguare lo statuto consortile alla possibilità di assumere la gestione diretta dei presìdi sanitari esistenti nel territorio. La modifica fu approvata con Decreto regionale il 30 maggio 1977. Il provvedimento permise l'inserimento anche dell'Ospedale di San Daniele tra gli associati con la nomina dei suoi delegati in seno all'Assemblea. Fu così attivato il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani e i non autosufficienti, integrandolo con il Servizio Sanitario del territorio e assumendo personale adeguato per assistere le categorie più deboli. Si istituì l'atelier lavorativo dedicato ai diversamente abili, prima con sede a Majano, poi a Fagagna; si attivò il servizio di medicina scolastica e si modificò la casa di riposo in modo da rispondere alle mutate esigenze dell'utenza.

Le funzioni di Consorzio Sanitario della Comunità cessarono in seguito all’approvazione della legge 833/1978 di riforma della sanità nazionale, entrata in vigore nel 1980.

Tale lungimirante esperienza e i servizi attivati su scala territoriale, comunque, rappresentarono i presupposti per la costituzione dell'Unità Sanitaria Locale del “Sandanielese”, coincidente con la quasi totalità del territorio dei Comuni consorziati e non intralciò la nascita di nuovi servizi come il consultorio familiare.

Un momento di particolare importanza politica fu vissuto nell' immediato post-terremoto, quando l'Assemblea nominò tre componenti a tempo pieno (superando gli steccati delle diverse appartenenze partitiche) che affiancarono il presidente della Comunità nello sforzo di coordinare le diverse iniziative connesse con la ricostruzione e lo sviluppo del territorio.

In quel periodo fu potenziato l'ufficio tecnico, costituito l'ufficio geologico e, con l'avvio dell'ufficio di piano, furono coordinati gli interventi offerti dalla Regione Piemonte, che mise a disposizione del Consorzio alcuni docenti del Politecnico e dell'Università di Torino i quali, a loro volta, attivarono numerosi laureati e laureandi, successivamente coinvolti nella progettazione e nel recupero degli edifici scolastici danneggiati dal sisma e finanziati dai fondi raccolti dal quotidiano “La Stampa”.

Lo staff piemontese, coordinato dalla Regione, predispose un suo Piano di Ricostruzione e Sviluppo dell'area terremotata della Comunità (condensato in oltre 20 quaderni) che fu presentato all'Accademia delle Scienze di Torino, nell’aprile 1978, con una significativa introduzione del professor Norberto Bobbio.

Nel settembre successivo l’Ufficio Geologico del Consorzio completò lo Studio “geologico-tecnico in prospettiva sismica”.

Sempre nello stesso anno venne acquistata l’ala ovest del Castello di Colloredo e furono avviati i lavori per la costruzione dell’impianto consortile di selezione dei rifiuti solidi urbani, a Rive d’Arcano.

Rinnovate nel 1980 le amministrazioni comunali, dopo alcuni mesi la nuova maggioranza politica confermò alla presidenza Giovanni Melchior. Il Direttivo rivolse il suo prioritario impegno verso la metanizzazione del territorio, ritenendo che questa fonte energetica fosse più pulita, economica e moderna. L’intera rete fu realizzata in cinque anni (primo esempio di utilizzazione, nel territorio, di risorse provenienti dalla Comunità Europea), in partnership con l’Italgas di Torino, portando un notevole beneficio a tutti i Comuni dell'area.

All’inizio del 1981 venne inaugurato il canile consortile per praticare, con un’operazione comune, una significativa lotta al randagismo e al diffondersi della rabbia silvestre.

Nel maggio del 1986, Melchior lasciò la presidenza del Consorzio. A esso subentrò l’allora giovane Sindaco di Colloredo di Monte Albano, Roberto Molinaro.

 

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Sotto la sua presidenza fu realizzato, tra l'altro, il “Programma Straordinario” previsto dalla L.R. 70/1983, finalizzato al recupero ambientale e allo sviluppo del territorio, intervenendo in quattro zone umide di importanza strategica: le sorgive di Bars a Osoppo, il lago di Ragogna, il lago di Cornino e l'Oasi dei Quadris di Fagagna (dove venne realizzato il Centro avifaunistico) e su tre rilievi di importanza storico-ambientale: il monte di Muris, il colle di Osoppo e il monte di Buja. Contestualmente, furono attuati i lavori dell'Oasi naturalistica dei prati di Cooz, a Flaibano e completata la pianificazione del vasto Parco Comprensoriale di monte Prat, nel Comune di Forgaria. Furono pure completati i lavori infrastrutturali della strada intercomunale di “Sottobosco”, tra Majano e il Cimano; il Centro sociale e l'Atelier di Fagagna; la sistemazione del Monte di Buja e il recupero dell'ala ovest del Castello di Colloredo, futura sede del Consorzio.

La legge 142, del 1990, modificò di nuovo l'assetto giuridico delle autonomie locali e pure la natura dei Consorzi di Comuni associatisi per la gestione dei servizi d'istituto, così come la Comunità Collinare che già in precedenza, comunque, aveva introdotto alcune modifiche innovative, poi rese obbligatorie dalle normative.

Tutti i Comuni consorziati, che con l'adesione nel 1983 di Flaibano erano saliti a 16, dovettero provvedere all'approvazione di un nuovo statuto e di uno schema di convenzione per la gestione associata di certi compiti d'istituto, anche se si trattava di servizi da loro già attivati.

La normativa introdotta modificò la composizione dell'Assemblea consortile in quanto prevedeva fossero i Sindaci a rappresentare gli enti elementari che componevano il Consorzio, mentre il Consiglio di Amministrazione doveva essere formato da cittadini non appartenenti alle Amministrazioni associate, presidente compreso. Il nuovo Consiglio si impegnò nel rafforzamento dei servizi consortili, come numero ma, soprattutto, come qualità delle risposte alle richieste provenienti dalle comunità. Nell’ambito della campagna promozionale “Viaggio al centro del Friuli”, venne pensata e realizzata la “Strada dei castelli e del prosciutto”, primo intervento pubblico/privato per la valorizzazione del territorio.

In seguito all'entrata in vigore dei nuovi provvedimenti, Molinaro, nel frattempo eletto consigliere regionale, dal settembre 1993 dovette lasciare la presidenza del Consorzio.

Il nuovo statuto conteneva anche la clausola in base alla quale la presidenza dell'Assemblea dei Sindaci veniva affidata a rotazione e per la durata di un solo anno, sia pur rinnovabile. Il primo a presiedere il nuovo organismo fu l'ex-presidente e Sindaco di Rive d'Arcano, Giovanni Melchior, in quanto amministratore più anziano fra i colleghi dell'Assemblea.

Successivamente tale incarico è stato svolto da: Adriano Piuzzi (Majano), Tullio Picco (Dignano), Paolo Menis (San Daniele), Giordano Menis (Treppo Grande), Aldo Calligaro (Buja), Narciso Varutti (San Vito di Fagagna), Guglielmo Biasutti (Forgaria nel Friuli), Claudio Zonta (Majano), Adriano Piccoli (Coseano), Gino Marco Pascolini (San Daniele), Pierluigi Molinaro (Forgaria nel Friuli), Ennio Benedetti (Colloredo di Monte Albano), Raffaella Paladin (Majano), Valerio Del Negro (Coseano), Luca Ovan (Colloredo di Monte Albano) e Roberto Pirrò (Moruzzo).

Il Consiglio di Amministrazione, costituito da 5 componenti, dal 1994 al 2000 fu presieduto da Ennio Benedetti (Colloredo di Monte Albano) affiancato dai consiglieri: Fabrizio Copetti (Buja), Luigino De Sabbata (Majano), Marco Serafini (Majano) e Renato Zampieri (Dignano).

Nell’aprile del 1994 venne inaugurata l’attuale sede del Consorzio, presso l’ala ovest del Castello di Colloredo, restaurata a cura della Soprintendenza ai Monumenti del Friuli Venezia Giulia e grazie a un contributo regionale, inserito nel programma straordinario previsto dalla LR 70/1983.

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1998 - 2007

L’ambiente, la cultura e il riordino istituzionale

Dal 2000 al 2004, con la conferma di Ennio Benedetti alla presidenza e di Fabrizio Copetti quale consigliere, subentrarono: Lorenzo Cozianin (Ragogna), Renzo Scarso (San Daniele) ed Elia Tomai (Fagagna).

Dal settembre 2004 al 2006, il Consiglio di Amministrazione venne presieduto da Tullio Picco (Dignano) e dai quattro consiglieri: Sergio Benedetti (Flaibano), Giovanni Fabbro (Buja)

Lorenzo Cozianin ed Elia Tomai.

In questo decennio di attività il Consorzio si è progressivamente impegnato verso il potenziamento dei servizi ambientali: difesa del suolo, tutela delle acque e gestione del processo di recupero e smaltimento dei rifiuti (anche attraverso la gestione della discarica di Fagagna); nell'attivazione di nuovi servizi, costituendo gli uffici: Cartografia, Tributi, Gestione associata del Personale e nell'avviare una programmata politica di sviluppo dell'attività turistica e culturale del Friuli Collinare attraverso l'istituzione del Servizio Associato Cultura, la messa on line del nuovo sito internet e la realizzazione dei primi progetti con finanziamento comunitario.

A metà dell’anno 2000 un gruppo di ricerca incaricato dalla Comunità con apposito bando, mise a punto il “Progetto per un’azione comune di sviluppo”, composto da 5 parti e 323 pagine.

Nel settembre del 2006, un grave incendio distrusse l’impianto di selezione di Rive d’Arcano che era attivo per il trattamento dei rifiuti della Comunità, innescando tutta una serie di problemi legati proprio alla raccolta dei rifiuti urbani e alla loro gestione.

Nel 2007, in linea con la nuova legislazione regionale di riforma delle autonomie locali (L.R. n.1/2006), i primi cittadini di 14 Comuni già appartenenti al Consorzio riconfermarono il loro sodalizio sottoscrivendo la nuova convenzione e il nuovo statuto dell'Ente. Ad apporre la firma sul documento notarile, accompagnati dal presidente Lorenzo Cozianin, si sono presentati Luca Marcuzzo (Buja), Ennio Benedetti (Colloredo di Monte Albano), Adriano Piccoli (Coseano), Giambattista Turridano (Dignano), Gianluigi D'Orlandi (Fagagna), Stefano Fabbro (Flaibano), Claudio Zonta (Majano), Carletto Dreosso (Moruzzo), Luigino Bottoni (Osoppo), Mirco Daffarra (Ragogna), Gabriele Contardo (Rive d'Arcano), Gino Marco Pascolini (San Daniele del Friuli), Carmen Micoli (San Vito di Fagagna) e Giordano Menis (Treppo Grande). Successivamente è entrato a far parte del Consorzio anche il Comune di Forgaria nel Friuli, del quale è stato socio fin dall'origine, portando al numero di 15 l'adesione dei Comuni associati.

Questi importanti documenti aggiornarono la realtà istituzionale del Consorzio "Comunità Collinare del Friuli" alla nuova figura dell'associazione intercomunale con la qualifica di Ambito per lo sviluppo territoriale (A.S.TER) e fissarono scopi, finalità e obiettivi.

Per il raggiungimento degli scopi statutari, il Consorzio si propose di incrementare l'integrazione tra i propri associati per la gestione delle funzioni e dei servizi rivolti all'intero territorio, con particolare attenzione alla valorizzazione socio-economica del comprensorio stesso. Nel corso dell'anno 2008 vennero così attivati nuovi servizi con l'istituzione dell'Ufficio unico della Polizia Municipale in gestione associata con 9 Comuni (scioltosi, poi, a fine 2010); l'Ufficio unico Suap-Commercio-Polizia Amministrativa con sede staccata presso il Comune di San Daniele e lo Sportello Europa per la progettazione comunitaria.

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2008 - 2017

Consolidare i servizi e valorizzare il patrimonio

Dal 2006 al 2013 il Consiglio di Amministrazione è stato composto dal presidente Lorenzo Cozianin (Ragogna) e dai consiglieri: Sergio Benedetti (Flaibano), Giovanni Fabbro (Buja), Antonio Zuliani (Forgaria nel Friuli) ed Elia Tomai (Fagagna).

Immediatamente si è posta mano alla ricostruzione dell’impianto di selezione dei rifiuti di Rive d’Arcano, ma si è andati pure oltre con l’avvio della raccolta porta a porta.

È proseguita pure l’azione di attenzione alla disabilità e alle fragilità sociali dei cittadini del territorio con il contributo alla costituzione della Fondazione “Pontello Valentino” di Pers di Majano e il sostegno all’associazione “Il Samaritan” di Ragogna.

La capacità progettuale in campo europeo si è evidenziata attraverso la gestione, come capofila, del Progetto Interreg Italia-Austria 2000-2006: “Sviluppo dell’acquicoltura in filiere di qualità”, centrato sulla troticoltura e le sue potenzialità.

Il 23 dicembre 2011 è stato sottoscritto, con la Società A&T2000 Spa (Codroipo), l'atto di aumento di capitale con conferimento di complesso aziendale relativo al singolo ramo di azienda, con decorrenza dal 1° gennaio 2012. Tale atto ha comportato il trasferimento alla A&T2000 del ramo rifiuti del Consorzio (compresa l’ex discarica di Fagagna, chiusa a regola d’arte) e ha rappresentato, per la Comunità Collinare del Friuli, una drastica riduzione delle entrate economiche.

Una riduzione che si è affiancata a quella praticata dalla Regione nella sua contribuzione al Consorzio provocando, di conseguenza, la necessità di ridurre i costi di gestione anche attraverso il ridimensionamento dei servizi erogati ai Comuni.

Nel 2011 si è conclusa la gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, per un periodo di 12 anni, nei territori dei Comuni consorziati. L’aggiudicataria è risultata essere la Società Amga Spa, con sede a Udine, ora diventata AcegasApsAmga Spa con sede a Trieste.

È di questo periodo, pure, la presa in carico dell’importante patrimonio immobiliare della Comunità.

Il 12 giugno del 2013, lo statuto è stato adeguato alla L.R. 3/2012 art.5 comma 13. Il Consorzio è identificato "luogo istituzionale" ove sviluppare la programmazione di interventi, progetti e azioni integrate di valenza sovracomunale.

Dal 2013 al 2017 il Consorzio è stato presieduto da Giambattista Turridano (già Sindaco di Dignano), coadiuvato dal vice presidente, Gabriele Contardo (già Sindaco di Rive d'Arcano) e dai consiglieri con delega, Ida Copetti (vice Sindaco del Comune di Osoppo), Pierluigi Molinaro (Sindaco di Forgaria nel Friuli) e Fabio Spitaleri (consigliere del Comune di San Daniele).

Durante l'esercizio 2014 l'attività dell'Ente si è concentrata, innanzitutto, sul consolidamento della gestione del servizio pubblico di distribuzione del metano sul territorio collinare affidato all’Amga e sulla puntuale manutenzione del patrimonio immobiliare della Comunità Collinare (macello di San Daniele compreso).

Inoltre, dal punto di vista culturale, sono state organizzate le prime due edizioni degli Stati generali dei Cammini e l’avvio del progetto europeo sui cammini “Walkart”, come capofila in collaborazione con Promoturismo Fvg e Regional Management KartnerMitte.

Ma, oltre a questi aspetti, ultimi frutti di una storia di utili servizi condivisi, va sottolineato che gli stessi, a tutt’oggi, messi in comune, sono ancora quelli relativi alla parte tecnico-ambientale, alla cultura, al turismo e alla programmazione comunitaria.

Con l'approvazione della L.R. 26 del 12 dicembre 2014, il Consorzio Comunità Collinare del Friuli non si è trasformato in Unione Territoriale Intercomunale (UTI) dal 1/1/2017, mantenendo pertanto una propria identità giuridica di “ente pubblico”, modificando il proprio statuto per l’esercizio di funzioni compatibili con la citata legge di riforma delle Autonomie Locali in Friuli Venezia Giulia.

Ad accompagnare tale modifica sono stati chiamati gli amministratori del Consiglio di Amministrazione uscente: Giambattista Turridano (presidente), Gabriele Contardo (già Sindaco di Rive d'Arcano) e dai consiglieri con delega, Ida Copetti (vice Sindaco del Comune di Osoppo), Pierluigi Molinaro (Sindaco di Forgaria nel Friuli) e Fabio Spitaleri (consigliere del Comune di San Daniele). Il proseguimento dei lavori, nella primavera del 2017, è stato affidato ai nuovi amministratori: Mirco Daffarra (presidente del Consiglio di Amministrazione), Elisa Giulia De Sabbata e Rudi Bagatto (consiglieri).

 

castello di Colloredo
 

2017 … e oltre

Gli anni che verranno. Conoscere il passato per costruire il futuro: un cantiere aperto

Molte sono le sfide affrontate e vinte dal Consorzio della Comunità Collinare del Friuli in questi primi 50 anni di vita: un grande patrimonio politico – tecnico – amministrativo - umano accumulato nel tempo realizzando un’esperienza unica all’interno del Friuli Venezia Giulia capace di consentire, all’intero territorio collinare, di crescere e svilupparsi “insieme” in tanti ambiti.

Ciò è accaduto grazie alle idee, al lavoro e alla progettazione di quei lungimiranti fondatori i quali, più di 50 anni fa, hanno immaginato questo affascinante bacino territoriale come un organismo unico dalle grandi potenzialità, capace di muoversi al suono di una comune armonia dove, al centro dello spartito, c’era il cittadino con i suoi molteplici bisogni. E, anche a distanza di tanti anni, sono ancora queste le linee guida che muovono le azioni degli amministratori della Comunità Collinare nel loro lavoro quotidiano, pur in presenza delle numerose modifiche statutarie e normative succedutesi nel tempo.

Nella consapevolezza di aver bene operato e di stare gestendo una importante eredità, però, non ci si po’ limitare a salvaguardare il capitale: serve incrementarlo e maturare interessi per la collettività. Ciò significa, in primis, gestire al meglio le attuali competenze ancora in capo al Consorzio che riguardano alcuni pilastri della politica condivisa fin qui perseguita: l’ambiente, la cultura, il turismo, la programmazione comunitaria.

Di conseguenza, poi, serve adoperarsi per una prospettiva di crescita e di rilancio che guardi soprattutto a nuove e qualificate collaborazioni, alle iniziative da attuare per uno sviluppo sempre più sostenibile, a un costante dialogo con le istituzione regionali, nazionali ed europee che possono divenire partner indispensabili per la realizzazione di significativi progetti comuni. Perciò, si vuole attrarre, sviluppare e trattenere iniziative anche con fondi europei per lo sviluppo socio-economico del territorio, per far fronte alle sfide di un mondo in divenire.

Il vero cambiamento dipenderà da chi ora e nei prossimi anni sarà chiamato alle responsabilità di guidare i Comuni associati: amministratori che con impegno, dedizione e passione contribuiscano a creare il futuro del Consorzio, il futuro del territorio Collinare.

E infatti: l’Assemblea dei Sindaci con delibera N°44 del 15/12/2016, all’unanimità, ha approvato il nuovo statuto del Consorzio Comunità Collinare del Friuli. Atto indispensabile per il prosieguo dell’attività dell’ente a seguito dell’approvazione della LR 26/2014.

I Comuni, quindi, anche dopo 50 anni dalla fondazione e pur in presenza di un nuova norma sull’ordinamento che, di fatto, toglie alcune funzioni prima svolte dal Consorzio, hanno espresso la chiara volontà di continuare a lavorare assieme in termini di volontarietà e a considerare l’ambito collinare come un unicum per cultura, tradizione, servizi e quant’altro necessario a soddisfare i bisogni della comunità e a coordinare lo sviluppo del territorio sotto il profilo ambientale, turistico, culturale ed economico.

Un futuro da scrivere tutti insieme per la valorizzazione e lo sviluppo di un’area dalle grandi potenzialità.

Le sfide, come si è già visto, non hanno mai fatto paura agli “uomini delle colline”. Non lo faranno nemmeno quelle che si troveranno ad affrontare nei cantieri che verranno aperti, da oggi in avanti, per disegnare e costruire la Comunità Collinare del futuro.